martedì 25 giugno 2013

Dei cani da riporto, di Felice Delfino e del mito di Orfeo...

Ho seguito con dispiacere la polemica di Beppe Grillo sul cane da riporto, sono contento però della chiusura ironica che ha servito Civati.

A distanza di qualche giorno sul punto vorrei esprimere una serie di considerazioni:
Sono un cinofilo e un cacciatore, pratico la caccia col cane, seppure la dote del riporto è l'ultima dote del cane da ferma rimane fondamentale e in alcune azioni di caccia imprescindibile. Il cane dunque riveste un ruolo fondamentale nella caccia.
Ritornando alla polemica dei giorni scorsi mi è tornato in mente un libro letto anni fa, addestramento del cane da ferma, del grande Felice Delfino, una vera Bibbia per cinofili e cacciatori, il colonnello Delfino vero antesignano del moderno cinofilo sconfessò la teoria secondo la quale il cane debba essere addestrato con metodo coercitivo e teorizzò invece la sacrosanta pratica secondo la quale l'addestramento si debba basare esclusivamente sulla pazienza e sull'amicizia con il cane "La frusta potrà bensì domare il cane,  ma non potrà mai spiegargli ciò che da lui si vuole." e ancora "Non correggere mai il cane nell’impeto della collera e neppure correggere con troppa severità." Se poi concentriamo la nostra attenzione su quanto Delfino scriveva sul riporto troviamo passi sorprendenti: "con l'amicizia e la pazienza...Il riporto si può ottenere anche da un cavallo, da un mulo, da un asino o da qualunque animale domestico o selvaggio capace di abboccare e riportare".
Se dunque teniamo conto della spiritosa ma non troppo corrente del Labrador secondo la quale "l’unica cosa da fare è riportare le persone a partecipare e a votare, riportarle a discutere delle cose serie ed essenziali, stabilire obiettivi che riportino il centrosinistra dove dovrebbe stare e il Paese in una posizione migliore dell’attuale" 
Risulta facile concludere che tutti siamo chiamati al riporto, non solo i cani di razza della politica ma anche il resto della fattoria.
Per spiegare bene il concetto richiamerei piuttosto il mito di Orfeo e non volgari paragoni col mondo animale, la Politica quella vera con la P maiuscola è come Orfeo che tenta di riportare alla luce della partecipazione quelli che vivono nelle oscurità dell'Ade, del populismo e delle nostre barriere.
Pronti ad un congresso aperto, a tutto il mondo animale, senza coercizione e nel nome di Orfeo:  w la libertà!!!

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