sabato 29 giugno 2013

Berlusconi in me...

Ve la ricordate la celebre frase di Gian Piero Alloisio resa famosa da Gaber :  "Io non temo Berlusconi in sé, temo Berlusconi in me"

Ora io per conto mio non c'ho paura nemmeno un secondo ma per il mio partito un poco si, e onestamente se ne sentono ogni giorno e continuando così, dando spazio a certo individualismo e ad un certo tipo di leadership per molti come me non ci sarà più posto nel pd.

Per questo molti, ora più che mai, si sentono di partecipare e dire w la libertà!


mercoledì 26 giugno 2013

Sull'attenti

Che sia Marina...














... o aeronautica





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Il Paese è ancora sull'attenti  di fronte alle puttanate di Silvione







martedì 25 giugno 2013

Dei cani da riporto, di Felice Delfino e del mito di Orfeo...

Ho seguito con dispiacere la polemica di Beppe Grillo sul cane da riporto, sono contento però della chiusura ironica che ha servito Civati.

A distanza di qualche giorno sul punto vorrei esprimere una serie di considerazioni:
Sono un cinofilo e un cacciatore, pratico la caccia col cane, seppure la dote del riporto è l'ultima dote del cane da ferma rimane fondamentale e in alcune azioni di caccia imprescindibile. Il cane dunque riveste un ruolo fondamentale nella caccia.
Ritornando alla polemica dei giorni scorsi mi è tornato in mente un libro letto anni fa, addestramento del cane da ferma, del grande Felice Delfino, una vera Bibbia per cinofili e cacciatori, il colonnello Delfino vero antesignano del moderno cinofilo sconfessò la teoria secondo la quale il cane debba essere addestrato con metodo coercitivo e teorizzò invece la sacrosanta pratica secondo la quale l'addestramento si debba basare esclusivamente sulla pazienza e sull'amicizia con il cane "La frusta potrà bensì domare il cane,  ma non potrà mai spiegargli ciò che da lui si vuole." e ancora "Non correggere mai il cane nell’impeto della collera e neppure correggere con troppa severità." Se poi concentriamo la nostra attenzione su quanto Delfino scriveva sul riporto troviamo passi sorprendenti: "con l'amicizia e la pazienza...Il riporto si può ottenere anche da un cavallo, da un mulo, da un asino o da qualunque animale domestico o selvaggio capace di abboccare e riportare".
Se dunque teniamo conto della spiritosa ma non troppo corrente del Labrador secondo la quale "l’unica cosa da fare è riportare le persone a partecipare e a votare, riportarle a discutere delle cose serie ed essenziali, stabilire obiettivi che riportino il centrosinistra dove dovrebbe stare e il Paese in una posizione migliore dell’attuale" 
Risulta facile concludere che tutti siamo chiamati al riporto, non solo i cani di razza della politica ma anche il resto della fattoria.
Per spiegare bene il concetto richiamerei piuttosto il mito di Orfeo e non volgari paragoni col mondo animale, la Politica quella vera con la P maiuscola è come Orfeo che tenta di riportare alla luce della partecipazione quelli che vivono nelle oscurità dell'Ade, del populismo e delle nostre barriere.
Pronti ad un congresso aperto, a tutto il mondo animale, senza coercizione e nel nome di Orfeo:  w la libertà!!!

domenica 23 giugno 2013

Ad Atene facciamo così... un pò come ci pare...

Oggi ho letto l'articolo di Scalfari e ho pensato che chi non vede Civati, non vede bene, nel senso non che Civati sia la soluzione di tutti i mali ma che a fronte di tutti i "dico e i contraddico"  a fronte di tutti i Soloni e notisti politici piccoli e grandi la serietà e la coerenza politica saranno premiate, questa volta di sicuro da un popolo di sinistra stanco e tradito.

La situazione in cui il Paese si trova è figlia si della crisi ma anche del comportamento individuale di ciascuno di noi, la lealtà merce rara, in Italia ha lasciato il posto al calcolo alla strategia, ma qantomeno i candidati andrebbero nominati, oppure no? Eppure fanno gli ATENIESI ... NOI AD ATENE FACCIAMO COSI'...mo invece pare che fanno diversamente...

Noi invece "crediamo che la felicità sia il frutto della libertà..."


venerdì 14 giugno 2013

le regole, il congresso ed il multiforme ingegno del pd


"Musa, quel PARTITO di multiforme ingegno dimmi, che molto errò*, poich'ebbe a terra gittate d'Ilïòn le sacre torri"


Tra le tante letture di diritto ai tempi dell'università ce n'è una che più delle altre mi rimase impressa, era un saggio sulla Costituzione e fondamentalmente parlava di regole e dell'importanza della norma giuridica, paragonava la norma all'albero della nave di Ulisse, per avere la libertà di ascoltare il melodioso canto delle sirene era necessario legarsi al palo della nave, questo paragone così brillante suscita nel lettore un desiderio di legalità ( di legarsi alla legalità).
In questi giorni in cui si parla di regole per il congresso, nel pd mi pare di capire essere in pochi quelli che hanno preso in mano l'odissea, e se lo hanno fatto è per leggere il passo in cui si racconta del cavallo di Troia e non l'episodio delle sirene, ora vedrete che si propone di separare le figure di segretario da quella di premier, successivamente qualche vecchio dell'isola petrosa dirà : "Essendo le due figure separate, per la figura di segretario serve un congresso solo tra di noi mentre per il premier che è di tutti faremo primarie aperte".
Questo è il cavallo (cavillo) di Troia, Quanto ci scommettiamo?


* errò nel senso che molto sbagliò, quasi tutto in verità.

lunedì 10 giugno 2013

UN CHIATTILLO A ROMA.


Lo scorso fine settimana sono andato a vedere LA GRANDE BELLEZZA, l'ultimo film del regista Sorrentino, il film mi è piaciuto molto e Sorrentino non delude mai, seppure so che questo film non lo amerò quanto ho amato l'uomo in più o l'amico di famiglia, che rimangono i miei preferiti. Un unico appunto è sul titolo, il film doveva chiaramente chiamarsi UN CHIATTILLO A ROMA!

sabato 8 giugno 2013

PD, ritorno al futuro

Mercoledi scorso sono stato a Piazza Morgana, un posto bellissimo a Roma, ad ascoltare il dibattito pd, ritorno al futuro con Civati ed altri.
Il titolo della bella manifestazione mi ha fatto venire subito in mente questa famosa scena della fortunata trilogia di Robert Zemeckis.
 
 
Neanche nella fantasia dell'autore era possibile l'azzardo di un nero Presidente, al massimo si era pensato ad un nero sindaco.

Ma alle volte, come visto, la realtà supera l'immaginazione, perciò noi a dispetto dei tanti soloni di tv e giornali e senza i favori del pronostico, con forza sosteniamo Civati alla segreteria del Pd.
GRANDE GIOVE!!!